Chernobyl: la persistenza della memoria

Pierpaolo Mittica presenta una conferenza dedicata al suo lungo e intenso progetto fotografico su Chernobyl, frutto di anni di lavoro e di numerosi viaggi nelle aree contaminate dell’Ucraina e della Bielorussia. Attraverso una ricerca visiva rigorosa e profondamente umana, Mittica documenta le conseguenze a lungo termine del disastro nucleare del 1986, esplorando non solo i paesaggi sospesi e silenziosi della zona di esclusione, ma anche le storie delle persone che, per scelta o necessità, continuano a vivere in territori segnati dalla memoria e dall’invisibile presenza della contaminazione.

La conferenza si sviluppa come un racconto per immagini, in cui fotografia, esperienza diretta e riflessione si intrecciano, offrendo al pubblico una lettura complessa e stratificata di Chernobyl: non solo luogo simbolo di una tragedia, ma spazio in cui il tempo sembra essersi fermato, generando nuove forme di vita, resilienza e adattamento.
Attraverso il suo lavoro, Mittica invita a interrogarsi sul rapporto tra uomo, ambiente e tecnologia, stimolando una riflessione più ampia sulle conseguenze delle scelte umane e sul ruolo della fotografia come strumento di testimonianza, memoria e consapevolezza.

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Informazioni

Sede: Santa Maria della Scala – Sala Italo Calvino | Piazza Duomo, 1 – Siena

Data: sabato 17 ottobre 2026

Orario: 21:00

Biografia fotografo: Pierpaolo Mittica è un fotografo e filmmaker italiano conosciuto a livello internazionale per i suoi lavori di lungo periodo dedicati alle conseguenze ambientali e umane delle attività industriali e nucleari. Ha studiato fotografia con figure di riferimento della cultura fotografica come Charles-Henri Favrod, Naomi Rosenblum e Walter Rosenblum, sviluppando uno sguardo documentario rigoroso ma profondamente umano.
Nel corso della sua carriera ha lavorato a lungo tra Europa dell’Est e Asia, dedicando particolare attenzione ai territori segnati da disastri ambientali e trasformazioni sociali. Il suo progetto più noto è quello su Chernobyl, iniziato nei primi anni 2000 e proseguito per oltre vent’anni, che racconta la vita nelle aree contaminate e il rapporto tra memoria, territorio e sopravvivenza.
Le sue fotografie sono state esposte in numerosi paesi tra Europa, Stati Uniti, Cina e Australia e pubblicate da importanti testate internazionali come National GeographicThe Guardian e Der Spiegel. Nel corso degli anni ha ricevuto oltre cento riconoscimenti internazionali, tra cui sei Pictures of the Year International.
Nel corso della sua carriera ha realizzato documentari e pubblicato numerosi libri fotografici, tra cui diverse opere dedicate a Chernobyl, un percorso di ricerca culminato nel volume Chernobyl, pubblicato da Gost Books nel 2024. Il suo lavoro esplora la fragilità dei territori contaminati e la resilienza delle comunità che continuano ad abitarli.

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