Flamingo Bob è la storia straordinaria di un incontro tra uomo e natura, nata sull’isola caraibica di Curaçao, nelle Antille Olandesi. Protagonista è Bob, un fenicottero caraibico la cui vita cambia improvvisamente dopo un incidente: durante il volo si schianta contro la vetrata di un hotel, riportando una grave commozione cerebrale.

A soccorrerlo è la veterinaria Odette Doest, fondatrice della Fundashon Dier en Onderwijs Cariben (FDOC), un’organizzazione impegnata nella riabilitazione della fauna selvatica e nell’educazione ambientale. Nonostante le cure, l’incidente impedisce a Bob di tornare in libertà. Da quel momento il fenicottero diventa però qualcosa di più di un animale salvato: diventa un ambasciatore della conservazione, accompagnando Odette nelle scuole e aiutando a sensibilizzare i giovani dell’isola sull’importanza di proteggere la natura.

Il progetto fotografico nasce quando il fotografo olandese Jasper Doest, cugino di Odette, arriva a Curaçao con l’idea di documentare la fauna locale. L’incontro con Bob – un alto uccello rosa che un giorno entra improvvisamente nella sua stanza – segna l’inizio di un racconto visivo unico. Attraverso un approccio narrativo e documentario, Doest segue la vita quotidiana di questo insolito compagno di casa: Bob che passeggia sulla spiaggia con Odette, che osserva incuriosito i bambini a scuola, che si riposa in casa o che si immerge nella piscina di acqua salata insieme ad altri fenicotteri non più in grado di vivere in natura.

Le immagini rivelano momenti intimi, talvolta sorprendenti, che mostrano l’incontro tra due mondi apparentemente distanti. Dietro l’aspetto talvolta divertente di un fenicottero nella vita domestica, il progetto racconta in realtà una storia profonda di cura, responsabilità e rispetto.
Flamingo Bob è una riflessione sul fragile equilibrio tra esseri umani e animali e sul ruolo che ognuno di noi può avere nel proteggerlo. In un’epoca in cui la crisi ambientale è sempre più evidente, questa storia dimostra che anche un singolo gesto guidato dall’empatia può generare un cambiamento positivo.

Bob non è soltanto un fenicottero salvato: è il simbolo di una relazione possibile tra uomo e natura, e il promemoria che la conservazione del nostro pianeta inizia spesso da un semplice atto di compassione.
La storia di Bob e Odette è diventata anche un libro fotografico e parte di un progetto più ampio volto a raccogliere fondi per sostenere le attività della FDOC e la conservazione della biodiversità nei Caraibi.

Sede:

Informazioni

Sede: Museo di Storia Naturale |
Piazzetta Silvio Gigli, 2 – Siena

Periodo: 10 ottobre – 29 novembre

Orario:
Venerdì: 15:00-19:00
Sabato-Domenica: 10:00-19:00
Giorni festivi: 10:00-19:00


INGRESSO VALIDO PER LA VISITA DI TUTTE LE MOSTRE

Biografia fotografo: Jasper Doest è un fotografo olandese il cui lavoro esplora il complesso rapporto tra l’essere umano e il mondo naturale. Con una formazione in ecologia e un profondo interesse per l’antropologia, utilizza la fotografia per indagare come cultura, simbolismo e cambiamenti ambientali influenzino il modo in cui le persone percepiscono e interagiscono con gli animali. I suoi progetti mettono spesso in luce le dimensioni emotive ed etiche di questa relazione, evidenziando sia le tensioni sia i legami che uniscono le società umane all’ambiente naturale.
Convinto che la fotografia possa favorire consapevolezza e generare cambiamento, Doest è Explorer di National Geographic, senior fellow della International League of Conservation Photographers e ambasciatore del World Wide Fund for Nature. Il suo lavoro è stato ampiamente pubblicato ed esposto a livello internazionale e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui quattro World Press Photo Award e quattro premi al concorso Wildlife Photographer of the Year.
Attraverso continenti e culture, Doest è guidato da un forte impegno verso una narrazione autentica e da un profondo rispetto per le persone, gli animali e i luoghi che documenta.
Grazie a progetti di lungo periodo, sperimentazioni visive e a una stretta collaborazione con scienziati e conservazionisti, il suo lavoro riflette la convinzione che la fotografia possa stimolare empatia, mettere in discussione le nostre percezioni e incoraggiare un rapporto più consapevole e responsabile con il mondo naturale.