In molti conflitti contemporanei il corpo delle donne è diventato uno dei principali campi di battaglia. La violenza sessuale non è soltanto una conseguenza della guerra, ma una strategia deliberata di dominio, umiliazione e controllo. Il progetto Women’s Bodies as Battlefields della fotogiornalista Cinzia Canneri nasce per raccontare questa realtà attraverso le storie delle donne eritree e tigrine che hanno attraversato o vissuto in territori segnati da uno dei conflitti più drammatici degli ultimi anni: la guerra nel Tigray, nel nord dell’Etiopia. Muovendosi tra Eritrea, Etiopia e Sudan, la fotografa documenta le esperienze di donne costrette a fuggire, sopravvivere e ricostruire la propria vita in un contesto di violenza diffusa e instabilità politica.

Durante il conflitto esploso nel 2020, numerose testimonianze hanno rivelato come lo stupro – individuale e di gruppo – sia stato utilizzato sistematicamente come arma di guerra. Le donne eritree venivano punite per essere fuggite dal proprio Paese, mentre le donne tigrine venivano colpite come parte di una strategia di annientamento identitario. I loro corpi sono diventati territori contesi, luoghi simbolici su cui esercitare potere e distruzione.
Le fotografie in mostra raccontano non solo la violenza e le sue conseguenze, ma anche la complessità delle scelte e delle traiettorie di queste donne. Nei campi per rifugiati o nei villaggi segnati dal conflitto, molte di loro si trovano di fronte a decisioni estreme: restare, fuggire o perfino arruolarsi. In alcuni casi, l’ingresso nelle forze armate rappresenta paradossalmente una forma di protezione rispetto al rischio di violenze subite nei villaggi o lungo le rotte migratorie.
Realizzate in bianco e nero, le immagini di Canneri evitano ogni forma di spettacolarizzazione della sofferenza e si concentrano invece sull’umanità delle persone ritratte. Accanto alla durezza della guerra emergono momenti di intimità, solidarietà e resistenza: donne che si sostengono a vicenda, che pregano insieme per i propri figli, che cercano di ricostruire un senso di comunità nonostante le divisioni etniche e politiche.

Il progetto nasce nel 2017 dall’incontro della fotografa con la diaspora eritrea in Italia e si sviluppa negli anni successivi nei campi per rifugiati e nei territori di confine del Corno d’Africa. Con lo scoppio della guerra nel Tigray nel 2020, la ricerca si amplia per includere anche le donne tigrine, unite alle eritree da un destino segnato da violenze simili e da una comune lotta per la sopravvivenza e la dignità.
Women’s Bodies as Battlefields non è soltanto una denuncia delle violazioni dei diritti umani, ma anche una testimonianza della forza e della resilienza di queste donne. Da vittime silenziate diventano testimoni di un dolore che chiede responsabilità, memoria e giustizia. Le loro storie invitano a riflettere su una realtà ancora troppo spesso invisibile: il modo in cui, nei conflitti contemporanei, la guerra continua a essere combattuta sui corpi delle donne.


Sede:

Informazioni

Sede: Accademia dei Rozzi |
Via di Città, 36 – Siena

Periodo: 10 ottobre – 29 novembre

Orario:
Ven: 15:00-19:00
Sab-Dom: 10:00-13:00 | 15:00-19:00
Giorni festivi: 10:00-13:00 | 15:00-19:00


INGRESSO VALIDO PER LA VISITA DI TUTTE LE MOSTRE

Biografia fotografo: Cinzia Canneri è una fotoreporter italiana il cui lavoro esplora la condizione umana attraverso temi quali il cambiamento sociale, le questioni di genere e le migrazioni. Laureata in Psicologia, ha conseguito un Master in Fotogiornalismo, combinando capacità analitica e un approccio visivo e umanistico alla narrazione. Ha lavorato a lungo nel Corno d’Africa, documentando la vita delle donne da prospettive politiche, sociali e culturali.
Il suo progetto Women’s Bodies as Battlefields ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il World Press Photo Award per i Long-Term Projects, sezione Africa (2025); il primo premio nella categoria “World Understanding” al POYi – Pictures of the Year International (2026); e il primo premio nella categoria “Issue Reporting Stories” al POYi (2022).
Oltre al tour internazionale di World Press Photo, questo lavoro è stato esposto al Palazzo Ducale di Genova e al Palazzo delle Esposizioni di Roma (2025), all’Xposure International Photography Festival di Sharjah, Emirati Arabi Uniti (2025), al Brooklyn Bridge Photoville Festival di New York, Stati Uniti (2023) e al Kawasaki Peace Museum di Kanagawa, Giappone (2022).
Le opere di Canneri sono state pubblicate su The New York Times, The Washington Post, Days Japan, The Observer, Internazionale, Millennium e L’Espresso.