Le opere di Uğur Gallenkuş mettono in scena un confronto diretto tra mondi che esistono nello stesso tempo ma sembrano appartenere a realtà opposte. Attraverso potenti collage digitali, l’artista turco accosta immagini provenienti dal fotogiornalismo – guerre, migrazioni, carestie e disastri ambientali – a scene di vita quotidiana apparentemente serene, fatte di benessere, consumi e normalità. Il risultato è una visione simultanea di due universi paralleli: quello dei privilegiati e quello degli oppressi.

La mostra presenta cinquanta opere tratte dalla celebre serie Parallel Universes, un progetto che negli anni ha reso Gallenkuş una delle voci più riconoscibili della digital art contemporanea. In ogni immagine, due fotografie diverse si fondono in una sola composizione: da una parte il volto drammatico dei conflitti e delle crisi umanitarie, dall’altra la quotidianità pacifica delle società più fortunate. Il passaggio tra le due realtà è spesso quasi impercettibile, creando una continuità visiva che rende ancora più evidente il contrasto.
Molti dei collage nascono da immagini realizzate da fotoreporter nei principali teatri di crisi del nostro tempo – Afghanistan, Siria, Iraq, Palestina, Ucraina e Yemen – accostate a fotografie provenienti dal web che raccontano la vita nelle società più ricche. Attraverso questa giustapposizione, Gallenkuş costruisce un linguaggio visivo immediato e diretto, capace di trasformare la cronaca globale in una riflessione universale sulle disuguaglianze del nostro tempo.
Alcune opere mettono in dialogo tragedie umanitarie e scene domestiche di apparente normalità; altre evidenziano la fragilità del benessere contemporaneo.

Le opere di Gallenkuş non sono soltanto esercizi estetici, ma veri e propri dispositivi di empatia. Attraverso il linguaggio immediato del collage, l’artista invita lo spettatore a confrontarsi con le contraddizioni del mondo contemporaneo e con la distanza – spesso solo apparente – che separa sicurezza e distruzione, pace e guerra.
In questo senso, il lavoro di Gallenkuş si inserisce in una tradizione visiva che attraversa la storia dell’arte del Novecento, dalla giustapposizione iconologica di Aby Warburg fino alle strategie di appropriazione dell’immaginario popolare sviluppate da Andy Warhol e Marcel Duchamp.
Oggi, nell’era delle immagini globali e dei social media, queste composizioni assumono una nuova urgenza: ricordano che le tragedie raccontate dalle fotografie di guerra non appartengono a un mondo lontano, ma convivono quotidianamente con la nostra stessa realtà.

Sede:

Informazioni

Sede: Museo del Paesaggio |
Via Chianti, 61 – Castelnuovo Berardenga (SI)

Periodo: 10 ottobre – 29 novembre

Orario:
Ven: 15:00-19:00
Sab-Dom: 10:00-19:00
Giorni festivi: 10:00-19:00


INGRESSO VALIDO PER LA VISITA DI TUTTE LE MOSTRE

Biografia fotografo: Uğur Gallenkuş è un artista digitale nato a Niğde in Turchia, conosciuto a livello internazionale per i suoi collage che mettono in dialogo immagini provenienti da realtà opposte del mondo contemporaneo. Cresciuto a Istanbul, si è laureato in Amministrazione Aziendale presso l’Anadolu University nel 2013 e ha inizialmente intrapreso una carriera nel settore aziendale. La sua attività artistica nasce però quasi per caso nel 2015, quando la diffusione della fotografia del piccolo Alan Kurdi, bambino siriano morto durante la fuga verso l’Europa, lo spinge a utilizzare il linguaggio del collage digitale per riflettere sulle profonde disuguaglianze del mondo contemporaneo.
Da quel momento sviluppa il progetto “Parallel Universes”, una serie di opere che accostano immagini di vita quotidiana nei paesi più privilegiati a fotografie provenienti da contesti di guerra, migrazione e povertà. Attraverso questi contrasti visivi, Gallenkuş mette in luce il divario tra mondi che coesistono nello stesso tempo ma che raramente entrano in relazione.
Autodidatta e inizialmente privo di una formazione specifica nel design, l’artista ha trovato nei social media uno spazio di diffusione globale, raggiungendo milioni di persone con immagini dal forte impatto emotivo e simbolico. Le sue opere sono state pubblicate e presentate in numerosi contesti internazionali e hanno dato origine a collaborazioni con organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, nell’assistenza ai rifugiati e nelle campagne globali di sensibilizzazione sociale.
Attraverso il linguaggio diretto e universale del collage, Gallenkuş utilizza l’arte come strumento di riflessione e denuncia, invitando lo spettatore a confrontarsi con le contraddizioni del presente e con le profonde disuguaglianze che attraversano il nostro tempo.